operatrice telefono erotico 899 stesa sul letto in intimo

Cos’è un telefono erotico 899?

Un telefono erotico 899 è un servizio di sesso telefonico in diretta in cui è possibile sfogare tutte le proprie preferenze sessuali e fantasie erotiche in indimenticabili minuti di piacere.

Gli 899 hanno operatrici ovvero operatori collegati 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 che si possono chiamare in qualsiasi momento per fare sesso spinto al telefono e sfogare così una voglia che non può aspettare nulla o nessuno.

Qual’è il costo?

Il costo è variabile e, in generale, non troppo alto e dipendente dal tipo di chiamata a cui si è interessati: infatti, è possibile optare per una telefonata breve per arrivare alla massima eccitazione in poco tempo oppure per una un po’ più lunga dedicata alla lenta seduzione all’insegna dell’erotismo più sfrenato.
L’idea di avere un rapporto virtuale sembra a prima vista bizzarra e, tuttavia, la voce e l’esperienza delle operatrici 899 guida sempre verso un godimento completo e sorprendente.

Il funzionamento di un telefono erotico, come ad esempio quello di https://telerotico.it, è molto semplice. In base alla propria preferenza sessuale si sceglie uno dei numeri del servizio Così, per esempio, chi preferisce o ha fantasticato senza mai provarlo il sesso con donne mature non dovrà fare altro che che scegliere il numero degli 899 specifico e iniziare la telefonata a luci rosse.

Una volta intrapreso il rapporto telefonico è possibile guidare l’interlocutrice verso un desiderio particolare o magari, se si tratta di una prima volta, farsi guidare alla scoperta di piaceri erotici insuperabili dalle operatrice che, ovviamente, hanno molta esperienza in questo capo. Insomma, arrivati a questo punto, l’unica regola è che non ci si sono limiti su ciò che si può fare o far fare all’interlocutrice per raggiungere l’orgasmo nella conversazione.

Caratteristiche dei migliori telefoni erotici

Le caratteristiche principali di un telefono erotico 899 sono quattro. Vediamole in dettaglio:

Telefoni porno di varie tipologie

La prima riguarda la rosa di scelta molto ampia: questo perché ci sono numeri per fare sesso al telefono con chiunque, sia giovani e attraenti ragazze, sia donne un po’ più mature, sia ragazzi o uomini omosessuali oppure, infine, i transessuali.

Insomma, nessuna preferenza o scenario sessuale è off-limits perché lo scopo del sesso telefonico con gli 899 è proprio quello di trovare qualcuno che in un qualsiasi momento possa soddisfare ogni bisogno erotico e sessuale.

Call center erotici fantastici

La seconda riguarda la selezione delle persone con cui intrattenere le spinte conversazioni sessuali degli 899.

Tutte le compagne o compagni di sesso telefonico sono, infatti, scelte/i sulla base del loro grado di coinvolgimento erotico e sulla base della loro capacità di far eccitare e godere con il solo suono della voce. Il godimento e il piacere che proveranno le interlocutrici o interlocutori ad ogni richiesta di atti erotici sarà autentico e questo accresce il piacere e l’eccitazione dell’esperienza.

Così il sesso telefonico non diventa affatto un’alternativa secondaria al sesso di persona ma un’occasione unica per esplorare connessioni mentali, fantasie e un altro livello di eccitante erotismo. È, infatti, possibile fare giochi di ruolo, farsi parlare o parlare direttamente in un certo modo e, insomma, le ipotesi si spingono fin dove arrivano anche le più sporche ed estreme fantasie sessuali.

Disponibilità garantita

La terza caratteristica delle linee erotiche 899 è che le ragazze o, in generale, gli interlocutori sono disponibili tutti i giorni dell’anno ed a tutte le ore del giorno e della notte a rispondere alle chiamate bollenti di chi ha bisogno di sfogare senza attendere il proprio bisogno di sesso.

Privacy ai massimi livelli

Infine, la riservatezza del telefono erotico 899 è un fattore molto importante. Ogni telefonata gode della massima privacy e, soprattutto, non si fornisce alcun dato personale, neppure il nome. Il sesso con la linea erotica rimane completamente privato e personale così è possibile godere e far godere senza alcuna inibizione e, soprattutto, senza preoccupazioni.

Il sesso al telefono con gli 899 si può paragonare, infatti, ad un’eccitante avventura erotica tra sconosciuti a cui non interessa niente del compagno di sesso. Quello che importa è solo il raggiungimento della massima eccitazione sessuale.

trans

Numeri erotici 899 con trans: una perversione che attira molti italiani

In Italia una grande percentuale delle persone che si prostituiscono è transessuale.

Questo ci fa riflettere sulla richiesta: molti italiani cercano sesso con transessuali.
Curiosando in forum e siti internet è abbastanza facile trovare annunci che invitano a chiamare numeri erotici 899 per parlare e incontrare trans.

Questa pare essere una perversione che attira molti italiani.

Gli 899 con transgender al telefono

Nella maggior parte dei casi i numeri erotici 899 con trans presentano queste come belle e soprattutto straniere: brasiliane, giapponesi, cinesi, colombiane, europee.

I nomi esotici sono seguiti da una galleria di aggettivi e caratteristiche fisiche generiche: qualità di seno, labbra, fondo schiena e promesse di compagnia.

Kaori, la giapponese esile ma morbida che offre la sua compagnia a qualsiasi ora del giorno; Tiziana, la trans incontenibile; Pamela, quella brasiliana, molto attiva, che promette numeri spettacolari per ore e ore.

Negli annunci le trans dichiarano curiose di ascoltare le fantasie erotiche le perversioni segrete dei loro clienti telefonici.

Gli italiani attratti dai servizi proposti dai numeri erotici 899 con trans sono spesso uomini che si definiscono eterosessuali nella vita di ogni giorno, in molti casi sposati o fidanzati che intrattengono storie sessuali, più o meno lunghe, con le trans.

Fare sesso con transessuali

La fantasia del sesso con le transessuali è trasversale, come del resto ogni fantasia sessuale. Dimentichiamoci quindi studi e statistiche sul “quale tipo d’uomo è più propenso ad andare con le trans?”. Non solo i soliti cliché sui camionisti, ma anche uomini dello spettacolo, politici, militari e operai sono inclini a questo genere d’incontro sessuale.

Lo stesso si può dire dell’età: pensionati, studenti e anche padri di famiglia.

Ad attrarre gli italiani a cercare sesso con trans sarebbe, a detta di alcuni, l’aspetto eccessivamente femminile che queste offrono: grandi seni, labbra gonfie, abbigliamento succinto e provocante, trucco forte. Una sorta di donna artificiale ed estremizzata, con qualche qualità in più.E’ infatti quel “segreto” che i trans dicono di avere e che compare scritto negli articoli a richiamare la loro attenzione.

In altri casi, gli italiani affermano di cercare una relazione simile a quella che intrattengono con le donne, ma solo per un’ora o poco più: sofferenza ed impegno addio. La segretezza del rapporto mette poi al riparo dagli scandali.

Ad ogni modo, molto soggettivi sono i motivi di questa forte attrazione per le trans da parte degli uomini.

Dall’altra parte, le confessioni di molti transgender del mestiere, parlano di clienti conosciuti dagli altri per i loro modi discreti ma che nell’intimità vogliono farsi sottomettere e travestire. Raccontano di partner che vogliono farlo nel letto coniugale eccitati anche dall’adrenalina di farsi scoprire. Niente di troppo diverso dal classico tradimento eterosessuale.

Trasgressione, più che perversione?

In Italia il sesso è ancora un tabù.

Se si esce dalle inclinazioni sessuali predefinite e imposte da religione e società, si parla subito di perversione.

I media non aiutano: spesso sentiamo parlare di transessuali per parlare di scandali politici o malavitosi, e ben lontani sono i tempi nei quali i transgender venivano considerati creature sacre e perfette.

Gli italiani con la passione trans quindi di solito non ne parlano, a meno che non siano protetti dall’anonimato e da una tastiera.

In questi casi, capita di leggere su forum o siti internet delle testimonianze dirette di uomini e dei loro rapporti sessuali con donne trans, con commenti che non hanno niente di più perverso di quelli riservati al sesso con le donne.

Per tanti uomini rimane solo una fantasia.

Dopo l’accettazione di provare questo desiderio sessuale, affiancarle per strada negli appostamenti o fare un incontro effettivo sono passi che non tutti gli uomini riescono davvero a mettere in pratica.
Anche per questo chiamare i numeri erotici 899 con trans sta attirando molti italiani: è un modo discreto di trarre piacere da un proprio desiderio sessuale ancora non tollerato.

bambina che mangia

Ritardo della crescita nei bambini: quali le possibili cause?

Può accadere che, nonostante una madre fornisca al proprio bambino il nutrimento adeguato per affrontare la vita di tutti i giorni (sia che esso sia un neonato che un bambino autonomo), la risposta del soggetto sia negativa.

In questo caso si parla di ritardo della crescita nei bambini, un problema che può essere causato da problemi facilmente risolvibili o da malattie che richiedono interventi più particolari, ma che in ogni caso è necessario accertare subito in quanto il bambino che non cresce o che non assume peso nonostante un normale regime alimentare (o che, peggio, perde peso senza un’apparente motivazione) corre il rischio di vedere compromessa la propria salute.

In seguito, dunque, verranno affrontate le principali cause che sono legate a uno sviluppo lento del bambino.

Una malattia fastidiosa, ma poco pericolosa: la celiachia

Succede, talvolta, che delle mamme spaventate portino il proprio pargolo dal pediatra per chiedere spiegazioni in merito al mancato aumento di peso del bambino.

Al pediatra viene comunicato che il bambino mangia in modo regolare, assume frutta e verdura nelle quantità giuste e a pranzo viene nutrito con un piatto di pasta, necessaria per fornire carboidrati da sfruttare per svolgere tutte le attività quotidiane.
Talvolta il problema risiede proprio lì: nella pasta (e, più in generale, nei prodotti derivanti da grano, segale, orzo e altri cereali). Inoltre, soprattutto se il bambino lamenta costantemente diarrea e dolori addominali, la diagnosi diventa piuttosto semplice: si tratta di celiachia.

La celiachia è una malattia che si manifesta con l’infiammazione dell’intestino, causata dal glutine (una proteina complessa contenuta in molti cereali). L’infiammazione, oltre a provocare mal di pancia, causa anche il danneggiamento del sistema digerente, il quale non è più in grado di assumere alcun nutriente proveniente dalla dieta. Il risultato finale è che il bambino presenta un ritardo nella crescita.

La malattia non ha cura, ma i sintomi possono essere facilmente arginati: basta seguire una dieta a base di prodotti senza glutine.

Un problema non legato all’alimentazione: il deficit dell’ormone GH

Per crescere, di statura e di peso, non è sufficiente seguire un’ottima alimentazione: vi sono sistemi ben più sofisticati alla base del fenomeno, tra cui la presenza di alcuni ormoni.

Gli ormoni sono delle molecole biologiche in circolo nel nostro organismo che fungono da messaggeri, e mandano dei “segnali” agli altri organi. In particolar modo, tra gli ormoni coinvolti nella crescita ce n’è uno particolarmente attivo: il GH (Growth Hormone).

È un ormone che viene secreto in grandi quantità durante l’infanzia, per cui la sua carenza causa certamente un rallentamento nella crescita del bambino. Generalmente ciò che causa tale carenza è una disfunzione di ghiandole tra cui l’ipofisi, dell’ipotalamo o anche del fegato.

È importante determinare quanto prima possibile la presenza di questo problema poiché, se si evidenzia in tempo, è possibile somministrare al bambino una cura a base di GH sintetico, che possa assicurare un’adeguata crescita.

Cause indefinite, multiple e rare: tutto ciò che c’è da sapere

La crescita lenta nei bambini può essere causata da malattie molto particolari e misteriose, non sempre pericolose ma difficili da individuare con le comune tecniche e analisi. In particolare, tra le cause di un ritardo della crescita nei bambini vi può essere il morbo di Crohn, un’infiammazione cronica del sistema digerente le cui cause sono ignote e i cui sintomi possono essere attenuati seguendo un’alimentazione che contenga batteri probiotici, oppure insufficienza renale e diabete, talvolta ereditari.

Nei casi più estremi, invece, le cause di una crescita lenta nei bambini possono essere AIDS (comune nei Paesi del terzo mondo, in cui molte mamme sono sieropositive) o colite ulcerosa, i cui effetti possono in ogni caso essere limitati attraverso l’adozione degli specifici trattamenti.

cromoterapia

Salute attraverso i colori

Oggi voglio introdurre una tecnica che adoro e che ho utilizzato da anni per curarmi che è la Cromopuntura. Chi la conosce ne è entusiasta, ma certo ancora è poco conosciuta e poco diffusa. Per ora si tratta di una tecnica riservata ad una elite, un po’ perché è un metodo di cura molto raffinato,e un po’ perché non si diventa facilmente e in breve cromopuntori, poiché è anche sicuramente molto efficace e occorre molta preparazione per saperne comprendere e gestire le reazioni immediate.

Prima di tutto se provi la cromopuntura ti cambia proprio il modo di vedere le cose. Il corpo non è più un sacco pieno di sostanze chimiche che molto facilmente il corpo stesso non riesce più a gestire da solo (come avviene nelle gravissime malattie degenerative che dilagano oggi), ma diventa ai tuoi occhi quello che effettivamente è e cioè un sofisticato sistema, molto intelligente con grandi capacità di regolazione e di registrazione dei sistemi informativi di cui è composto. Il colore diventa un messaggio cifrato estremamente semplice perché a nostra disposizione ma complesso perché è esattamente quello con cui parlala singola cellula alla cellula adiacente. Somministrando il colore giusto ai tessuti inviamo una indicazione precisa su come tornare a sintonizzarsi su una modalità che porta la cellula, e quindi l’organo o il tessuto, a registrarsi su una frequenza di salute e di equilibrio.

In pratica parliamo la stessa lingua dei nostri tessuti,perché questa è la funzione della luce e delle sue modulazioni che sono i colori. E’ quindi una idea estremamente rivoluzionaria di guarigione e cura del corpo. Partiamo dalle sue caratteristiche e poi possiamo evidenziarne i vantaggi. Intanto come agisce. Abbiamo detto che la Cromopuntura è l’uso della luce colorata per il Benessere di corpo e mente. La luce colorata quando colpisce la pelle oltre a mutarne la luminosità riesce a penetrare nell’organismo. Questo accade perché i colori sono in grado di convogliare una energia molto intensa che riesce a raggiungere punti profondi dell’organismo, come per esempio l’ipofisi, ghiandola interna deputata alla produzione di particolari sostanze (gli ormoni)che regolano i processi biologici che si svolgono in tutti gli organi e i tessuti del corpo umano ( per esempio il ciclo mestruale o le fasi della crescita), e l’ipotalamo (formazione nervosa che regola anch’essa la secrezione di alcuni importanti ormoni).

Gli impulsi energetici dei colori, focalizzati sui punti dell’agopuntura,sono in grado di eliminare le irregolarità del flusso energetico,rimuovere le cause che determinano il dolore e ripristinare l’equilibrio psicofisico. Già da queste brevi indicazioni si capisce quanto può essere profondo l’intervento attraverso i colori. Praticamente si interviene non soltanto sull’energia in senso lato quanto sulla comunicazione che avviene all’interno dell’organismo tra i vari apparati cellulari.

Con il passare degli anni dalla prima ideazione della tecnica da parte del medico agopuntore tedesco Peter Mandel sempre più studiosi hanno lavorato per ideare e costruire macchine adatte a questo tipo di irradiazioni. Per me le meglio sono ancora in assoluto quelle di Peter Mandel. In Italia però abbiamo degli ottimi prodotti,che sono quelli che trovi in questa pagina. Se vuoi impratichirti personalmente con la cromopuntura il mio consiglio è comunque quello di seguire i relativi corsi di formazione che puoi trovare in rete digitando i nomi che ho citato. Se invece ti interessa trovare un Terapeuta ce ne sono tanti che puoi trovare sempre in rete. Per una buona informazione vai al seguente indirizzo del Giardino dei Libri.

frutta

Frutta a scuola per migliorare la salute

L’iniziativa “Frutta a scuola”, promossa da Mercato Agro Alimentare di Padova, Comune di Padova – Ufficio Ristorazione Scolastica, Camera di Commercio di Padova, Servizio Igiene Alimenti Nutrizione – ULSS 16, in collaborazione con i propri partner, mira ad educare le giovani generazioni a preservare la salute attraverso una corretta alimentazione ed il consumo di frutta (e verdura), accompagnati dalla pratica di un’adeguata attività fisica. Un’operazione dunque dal considerevole valore sociale-educativo che mira a raggiungere obiettivi di rilevante importanza.

Le azioni previste all’interno dell’articolato progetto interessano pertanto congiuntamente i due contesti in cui i ragazzi vivono tutti i giorni: la scuola e la famiglia. “Frutta a scuola” si rivolge in primo luogo agli alunni delle Scuole Secondarie di Primo Grado del Comune di Padova, aderenti all’iniziativa, attraverso attività educative che interesseranno tutto l’anno scolastico 2008-2009. Il progetto, a conferma dell’importanza educativa che l’iniziativa si propone, è stato inserito da molti degli Istituti coinvolti nel POF (Piano Offerta Formativa) predisposto per l’Anno Scolastico appena iniziato. A partire dal mese di ottobre sino al mese di dicembre 2008, le Scuole possono usufruire della fornitura gratuita di frutta fresca da parte del MAAP due volte alla settimana, da consumare come merenda, sotto il rigoroso controllo di natura scientifica effettuato da parte del SIAN – ULSS 16, che valuterà i resi quotidiani di frutta.

L’invito ai ragazzi a consumare la frutta proseguirà in ogni caso anche dopo dicembre 2008, grazie alla collaborazione del personale docente, avendo così l’opportunità di valutare l’efficacia stessa del progetto.

Gli alunni saranno inoltre i destinatari di molte altre interessanti iniziative. Avranno infatti l’opportunità di visitare il MAAP, di partecipare a speciali “feste della frutta” a scuola, di incontrare importanti protagonisti del mondo dello sport, che testimonieranno l’importanza di affiancare ad una sana e corretta alimentazione una adeguata pratica dell’attività sportiva. Inoltre, prima della conclusione dell’Anno Scolastico, i ragazzi potranno partecipare alla grande festa finale in Prato della Valle. Oltre alla scuola, l’altro canale di comunicazione coinvolto nel progetto è quello della famiglia, raggiunto attraverso la collaborazione del mondo della Piccola e Grande Distribuzione.

Le Associazioni di Categoria del Commercio, mediante i loro associati, e le Aziende partner della Grande Distribuzione partecipano infatti al progetto “Frutta a scuola” attraverso la predisposizione di spazi appositi dedicati presso i punti vendita della città, oltre a collaborare per molte altre attività che verranno poste in essere nel corso di tutta l’iniziativa. La cooperazione da parte del mondo della distribuzione avvalora ulteriormente la veicolazione del messaggio educativo, permettendo di estendere la visibilità del progetto e di raggiungere, oltre ai ragazzi, anche le famiglie e i consumatori della città di Padova.

turismo sessuale

Psicologia del turismo sessuale

Da qualche tempo è diventato di moda istituire giornate in memoria o di errori compiuti in passato o di qualche parte (svantaggiata) della società. Il 27 gennaio è toccato agli ebrei, l’8 marzo alle donne. Ma non ci si può lavare la coscienza celebrando i riti di un giorno, né tanto meno si può parlare di festa sapendo che ci sono organizzazioni, e non solo singoli individui, che usano giovani donne per soddisfare i loro impulsi più abietti.

Molti distinti signori partono per vacanze all’estero e, insieme all’albergo, prenotano una fanciulla. È così che si alimenta un nuovo crimine, il turismo sessuale. Si parte dall’Europa, dagli Stati Uniti e si arriva nel Sud-Est asiatico. La meta più in voga attualmente è la Thailandia.

Qui i “turisti del sesso” non sono solo pedofili, gente che vive di una forma di devianza sessuale cronica, ma soprattutto uomini “normali”, anzi spesso sono “uomini d’affari”. Le multinazionali per cui lavorano procurano loro oltre alle automobili, agli abiti, anche delle prostitute ancora bambine. Vi sono manager provenienti da Hong Kong e Singapore disposti a pagare dai trecento ai cinquecento dollari per una notte in compagnia. Le vittime sono bambine dai quattro ai sedici anni, tutte con una stessa caratteristica: la povertà. Vengono vendute dai genitori per pochissimi soldi e dalle baraccopoli passano alle strade. Qui finisce il loro viaggio e la loro vita, e sempre qui inizia il divertimento di certi turisti. Altre finiscono nei bordelli o anche in locali di lusso. Non c’è nulla da temere per i gestori, nessuno, non la polizia né le autorità del luogo, avrà qualcosa da opporre; la malavita gioca in casa.

A mettere in crisi il “turismo del sesso” ci aveva provato un’altra piaga, l’AIDS, ma la soluzione è stata subito trovata: la domanda è stata indirizzata verso bambine sempre più piccole. Lavorano come adulte queste fanciulle: sette giorni a settimana con pause di una sola notte al mese. Inevitabile ricorrere a psicofarmaci, a liquori, poi alla droga e infine al suicidio. Il detto più comune di Potpong, strada di Bangkok, è “Donne a dieci, vecchie a venti, morte a trenta”Se l’11 Settembre è stato un duro colpo per il “turismo sano”, così non è stato per il turismo sessuale. Il fenomeno dilaga come un’epidemia. Ogni anno nel mondo sono milioni i bambini costretti a prostituirsi, solo in India se ne contano mezzo milione, grave anche la situazione in Brasile, nello Sri Lanka , in Thailandia (dati UNICEF) e nelle grandi metropoli occidentali, New York, Parigi e Amsterdam. I profitti legati al commercio di queste giovani vite vanno alla grande e sono paragonabili solo con quelli dei narcotici.

Le vittime dello sfruttamento sessuale solo in rari casi riescono a dare voce alle loro sofferenze, in poche rimane viva la speranza che qualcosa possa cambiare, soprattutto poche riescono a conservare la loro dignità di esseri umani. Dalla loro parte ci sono le leggi internazionali; ma è troppo difficile far rispettare questi codici, individuare i responsabili, ascoltare i testimoni, raccogliere perfino le denuncie. Vi si oppone un meccanismo mostruoso prodotto dalla spaccatura e, al tempo stesso, dal legame fortissimo tra benessere crescente e miseria dilagante.

psicanalisi

Chi ucciderà la psicanalisi

Graziella Magherini passa in rapida rassegna le principali scoperte di Freud, le modalità della diffusione nel mondo delle teoria psicoanalitica, i contributi dei maggiori psicoanalisti che hanno operato nel corso del XX secolo, le psicoterapie che ne sono derivate.

Interviene sulle ragioni della contrapposizione fra terapia con psicofarmaci e terapia psicologica.

Affronta il tema dell’incontro di fine secolo fra psicoanalisi e mondo virtuale, e Internet.
Attraverso un dibattito a tutto campo in cui vengono citati autori, metodi, farmaci e “guerre sante” di un’avventura che parrebbe destinata al declino, emerge una visione d’insieme e senza ombre dello stato attuale della scienza che nacque a Vienna, alle prese con le sfide del nostro tempo.

Premessa

Questo libro nella mia intenzione poteva essere come un lungo articolo di giornale o, se si vuole, una sorta di intervista a me stessa. L’intenzione era anche un’adesione al desiderio dell’editore, il quale mi aveva chiesto di scrivere le mie opinioni – le opinioni di una persona a lungo impegnata nello studio e nella pratica psicoanalitica e psichiatrica – su alcuni problemi relativi appunto alla psicoanalisi e alla cura dei disturbi psichici. Diversi argomenti riguardano temi ricorrenti: Quali teorie di Freud sono ancora valide?

La psicoanalisi di oggi in cosa è affine e in cosa diverge dalle teorie originarie e dalla pratica terapeutica leggendariamente elitaria che si effettuava nei primi del secolo su pazienti dai nomi romanzeschi come L’uomo dei topi o L’uomo dei lupi? E’ psicoanalisi solo quella che si rifà direttamente a Freud? Quante psicoterapie esistono? Sono tutte valide? I disturbi psichici si curano meglio con la psicoterapia o con le “pillolle”? . A queste domande, e risposte, è dedicata parte del testo.

Ma una domanda sovrasta tutte le altre. Adesso è venuto il momento del biologismo e del digitalismo. Il primo con l’ostentata certezza che la biologia risolverà il problema della mente e i farmaci guariranno tutti i disturbi psichici.

Il secondo con la fuga nella realtà virtuale, con la temporanea scissione fra il nostro corpo e la nostra mente. Biologismo e digitalismo sono i due possibili killer della psicoanalisi? Il biologismo trasmette “onnipotenza” con l’ingenuità di ritenere che la vita mentale, i comportamenti, i sentimenti, gli stati d’animo, gli affetti siano la diretta espressione delle modificazioni di sostanze chimiche prodotte da cellule nervose, da neurotrasmettitori. Al di fuori delle esperienze personali, della propria storia, delle proprie spinte ideali. Il digitalismo lasciando il soggetto biologico, il corpo in un preciso spazio fisico durante un altrettanto esatto momento temporale, trasferendo la nostra mente in un luogo imprecisato dove non contano più le cose che si toccano o che sono state toccate: la storia, la geografia, il sesso, la bellezza… Per arrivare dove fluttuano solo intelligenze, ovvero nel primo e vero regno della comunicazione globale: Internet.

Qualcuno ucciderà la scienza nata da Freud per fare posto ai “razionali” biologismo e digitalismo? Spero che il lettore apprezzi un testo “veloce” su questi interrogativi, un testo che gli consenta delle risposte dopo uno sguardo sullo “stato dell’arte” della psicoanalisi e una riflessione su una “prospettiva per la psicoanalisi”, quali potrebbero derivargli da una “conversazione in salotto” con una psicoanalista.

Introduzione

 

Consciamente crediamo di essere fatti in un certo modo, inconsciamente potremmo pensare di essere tutt’altro.

Ci abbiamo messo cent’anni per capirlo. Ed ora il biologismo vuole convincere che siamo solo cervello, che la mente è un sistema di reazioni chimiche e impulsi elettrici. Il biologismo vuole uccidere la psicoanalisi? Adesso è venuto anche il momento della realtà virtuale, della temporanea scissione – in Internet – fra il nostro corpo e la nostra mente. Metteremo dei lettini che non esistono? Apriremo degli studi in rete per chi “naviga”? Graziella Magherini nel suo libro mette in luce con grande chiarezza come la psicoanalisi abbia generato metodi per la conoscenza di sé ed efficaci strumenti di terapia dei disturbi psichici.

Spiega quello che si deve sapere sul mondo delle psicoterapie e come le scoperte della psicoanalisi abbiano indicato a genitori, insegnanti, medici quali tappe e quali crisi il bambino attraversi dalla nascita all’adolescenza. Attraverso un dibattito a tutto campo in cui vengono citati autori, metodi, farmaci e “guerre sante” di un’avventura che parrebbe destinata al declino, emerge una visione d’insieme e senza ombre dello stato attuale della scienza che nacque a Vienna, alle prese con le sfide del nostro tempo.

 

Quarta di copertina

 

La psicoanalisi di oggi in cosa è affine e in cosa diverge dalle teorie originarie e dalla pratica terapeutica leggendariamente elitaria? E’ psicoanalisi solo quella che si rifà direttamente a Freud? Quante psicoterapie esistono? I disturbi psichici si curano meglio con la psicoterapia o con le “pillole”? […] E’ forse già nata una nuova forma di psicoterapia, la psicoterapia virtuale? […]lo spazio virtuale, il cyberspazio sarà, presto, anche uno dei “teatri” in cui si muoverà la vita mentale di molti, nei suoi aspetti di normalità e di patologia […] La realtà interna si può mettere in rapporto con la realtà virtuale, accendendo la fantasia, soddisfacendo il desiderio, il senso di onnipotenza. Che cosa si prospetta allora alla psicoanalisi di fronte a questi cambiamenti epocali? Resisterà alla tentazione di rinchiudersi di nuovo nel suo castello, con aritocratico distacco? [dal libro] Un’analisi lucida e provocatoria dello stato attuale, dei significati e delle possibilità della psicoanalisi alla fine del secondo millennio.

Indice

 

La psicoanalisi ha avuto fin dall’inizio amici e nemici che nel corso degli anni si sono spesso scambiati le parti. A volte gli atteggiamenti adottati nei suoi confronti sono suggeriti da pregiudizi e non dalla lettura di testi psicoanalitici. Oppure dal clima politico: il comunismo e il fascismo l’hanno avversata in modo irriducibile. La psicoanalisi, appena si fu evoluta su essenziali basi teoriche, entrò in rotta di collisione con i totalitarismi del Novecento, marxismo-leninismo, fascismo e nazismo.

Le ragioni sono in parte ravvisabili nella incompatibilità fra una disciplina “critica” tesa a sviluppare l’individualità, qual è la psicoanalisi, e la teoria e la pratica dello stato totalitario, detentore di certezze assolute. L’avversione alla psicoanalisi trova un terreno fertile in chi ama le certezze fornitegli da ideologie e credenze consolidate, in chi teme di doversi mettere in discussione. Una teoria che rimane.

Attacchi che si ripetono Dal trauma reale a quello immaginario. La psicoanalisi si ritrova ancora oggi a dover riflettere su imponenti fenomeni sociali improntati alla violenza: guerre ed eccidi che non hanno niente da invidiare a quelli dei peggiori tempi del passato, violenze fra le persone, dagli omicidi dei serial killer a quelli degli adolescenti che uccidono i genitori, dagli stupri alla violenza sessuale sui bambini. Quest’ultima in particolare ci riporta agli albori della psicoanalisi, quando Freud pensava ai traumi sessuali infantili reali come causa di nevrosi. Egli in un primo tempo attribuì l’insorgere di disturbi mentali appunto a traumi sessuali infantili reali.

Dopo pochi anni cambiò idea e fu per lui molto doloroso fare una pubblica confessione di tale inversione di marcia, pensando che anche questa dimostrazione di onestà intellettuale avrebbe dato luogo ad attacchi. Alla ricerca dei nuclei originari dello sviluppo Non tutti sanno che dopo Freud studiosi geniali e ricercatori accurati hanno rielaborato, approfondendole e rinnovandole, molte delle tesi freudiane originarie. Oggi, la psicoanalisi, nata da Freud, è diversa da quella delle origini sotto molti aspetti. Il rinnovamento e l’arricchimento della psicoanalisi sono avvenuti ed avvengono su due direttrici principali: 1. la conoscenza dell’uomo e la terapia; 2. la cultura nei suoi vari aspetti.

Le ricerche di psicoanalisi, dopo Freud, sono andate sviluppandosi in modo particolare in Inghilterra, negli Stati Uniti d’America, in Germania, con un certo ritardo in Francia e in altri paesi, fra i quali l’Italia; fra i paesi del Sud America si sono sviluppate specialmente in Argentina. All’interno del movimento psicoanalitico sono emerse diverse impostazioni teoriche, alcune complementari a quelle freudiane originarie, altre più innovative. Tutte hanno contribuito ad approfondire la conoscenza dell’inconscio del singolo e dei gruppi; a individuare le influenze della vita inconscia sulla crescita; a progredire nella scoperta del “gioco” fra realtà interna e realtà esterna; a indagare sull’impatto che la presa di coscienza di questa dimensione dell’uomo possa avere nella vita del singolo, nell’allevamento del bambino, nell’educazione, nella medicina, nei rapporti sociali, nella vita dei gruppi.

Dimensione clinica della psicoanalisi Un grande fervore di studi psicoanalitici contraddistingue i nostri anni; e la popolazione, di tutte le classi sociali, riserva molta attenzione alla psicoanalisi e agli psicoanalisti. Ma questi anni sono anche contrassegnati da un rinnovato diffuso interesse per la magia, per l’occultismo. Sono i libri sull’argomento, i romanzi che hanno come sfondo la cabala, le trasmissioni televisive a rivelarcelo.

I filosofi della scienza e gli storici delle idee ci hanno convinti che razionalità e irrazionalità, scienza e magia sono destinati a convivere, che è errato supporre che la scienza avanzando elimini ogni credenza nell’occultismo e nelle magie. Pertanto è quasi inevitabile la confusione di idee intorno al dominio dei trattamenti derivati dalla psicoanalisi, nel quale il progresso non procede con formule matematiche e dove la formalizzazione, come la indicano i logici, è ardua e il linguaggio può essere a volte incomprensibile. E’ importante perciò acquisire le informazioni essenziali, che possano consentirci di comprendere a quale categoria assegnare un metodo terapeutico di natura psicologica, nel quale possa capitare di imbatterci. Il fisico-matematico Roger Penrose propone una “quadruplice classificazione delle teorie come superbe, utili, provvisorie e sbagliate”: l’importante è riuscire ad assicurarci che la teoria nella quale ci fossimo imbattuti non appartiene alla quarta classe. Biologisti e psicologisti sul palcoscenico della disputa Il XX secolo ha assistito a un grande progresso parallelo della biologia e della psicologia, quest’ultima rinnovata in massima parte dal movimento scientifico-culturale psicoanalitico.

Due “ideologie”, a quelle scienze collegate, si aggirano fra noi: lo “psicobiologismo”, che vuole spiegare la vita mentale con formule e reazioni chimiche e impulsi elettrici; lo “psicologismo”, che nega alla biologia la capacità e il diritto di occuparsi della “mente”: “si occupi del cervello, lasci stare la mente”. “Psicobiologismo” e “psicologismo” da distinguere nettamente dalle due scienze, psicobiologia e psicologia. Non è certo una disputa nuova; ritorna ora come dissidio fra “orientamenti terapeutici”, fra chi sostiene che le uniche terapie dei disturbi mentali scientificamente dimostrate sono quelle farmacologiche (e fisiche come l’elettroshock) e chi sostiene che i farmaci non servono o sono dannosi e non bisogna darli anche per ragioni “ideologiche”. Psicoterapia virtuale La psicoanalisi, alla fine del secolo scorso e all’inizio di questo, nasceva e andava sviluppandosi nello scenario della ricca borghesia absburgica, in circoli ristretti di scienza e cultura i cui riferimenti oltre a Vienna erano Parigi, Berlino, Londra. L’accettazione e le repulse, le discussioni e le reazioni alle proposte di Freud avevano per scena convegni scientifici, salotti mondani: decine o centinaia di persone.

Niente o assai poco poteva giungere agli strati meno elevati delle popolazioni. Nei primi dieci anni dopo le osservazioni iniziali, le discussioni sulla psicoanalisi si svolgevano tra Freud e pochi intimi: in Italia, come si è visto, cominciarono a diffondersi in ambienti molto limitati quando l’impero absburgico era già da diversi anni crollato e la borghesia viennese aveva da tempo cessato di essere la culla, non priva di contrasti, della nuova “scienza dell’anima”.

Crescere con lo sport

A cura dei Professori
M. Petranelli, C. Bazzano, G. Carbonaro, V. Cupelli.
A che età iniziare l’attività sportiva?
A 6 anni è consigliabile cominciare con:
ginnastica artistica, ginnastica ritmica, pattinaggio, danza, sci alpino, corsa, salti
A 6-7 anni è consigliabile cominciare con:
nuoto, tennis, calcio, basket, rugby, scherma, judo, karatè, baseball
A 8-9 anni è consigliabile cominciare con:
pallanuoto, pallavolo, pallamano, equitazione, tuffi, vela, ciclismo, sci di fondo
A 10-11 anni è consigliabile cominciare con:
canottaggio, canoa
Non si deve credere che fra gli sport comunemente esercitati ve ne siano alcuni che fanno bene e altri che fanno male. Gli effetti favorevoli dell’attività sportiva riguardano tutti gli sport elencati purché vengano osservate le regole, i tempi e le altre modalità di un buon allenamento.
Sappiamo anche che uno sport non gradito e tuttavia imposto, o quasi, dai genitori verrà presto abbandonato con il rischio che in seguito nessun altro sport sarà più praticato.
Il bambino quindi va lasciato libero di scegliere lo sport che più gli piace?
Si, ma entro certi limiti.
Ogni bambino ha una sua costituzione, un particolare rapporto fra statura e peso, fra altezza del tronco e altezza delle gambe, fra sviluppo delle masse muscolari e massa grassa.
Bisogna anche essere sicuri della perfetta funzionalità di apparati quale l’apparato cardiocircolatorio.
Ecco che si rendono necessari un esame medico-sportivo, auxologico, psicologico, alcuni test motori per individuare gli sport che più si addicono al bambino.

Crescita e scuola

I cambiamenti della realtà, quando avvengono troppo velocemente, determinano nei bambini e nei giovani comportamenti diversi da ciò che si aspettano gli adulti, con grave disorientamento di questi, che finiscono a volte con smarrire il filo dell’educazione dei figli. Anche gli insegnanti condividono su un altro piano queste difficoltà.
L’ambiente così cambiato richiede, se si vuole incidere sulle nuove generazioni, che gli adulti apprendano, dalla scienza e dalla cultura odierne, come funziona il corpo dell’uomo e la sua psiche, come si svolgono le interrelazioni fra gli uomini, sulla base di quali regole o modelli si sviluppa l’organismo umano, come interferisce l’ambiente sociale con la crescita dei piccoli e l’evoluzione personale dell’adulto.
Il periodico Il Nuovo Manifesto per l’infanzia e l’adolescenza [ci puoi andare cliccando qui] contiene, fra l’altro, articoli sui disagi a scuola, sull’educazione, sulla scuola come luogo dove si può esercitare un’efficace azione preventiva di disturbi e alterazioni del comportamento.
Il Nuovo è diffuso anche fra insegnanti delle scuole materne, elementari e medie.

Psicologia, psicoterapia e psicoanalisi

Prof. Dott. Graziella Magherini
Piazza Madonna degli Aldobrandini, 1 50123 Firenze
per appuntamenti, telefona allo (0039)055.212322
Durante l’infanzia e l’adolescenza possono essere utili, o necessari, l’accertamento del livello di maturazione psicologica raggiunto dal bambino o dall’adolescente e l’eventuale rilevazione di sintomi particolari.
Il Centro esegue esami psicodiagnostici per una analisi dello sviluppo psicologico o per un orientamento diagnostico, appoggio psicologico ai genitori, cicli di psicoterapia.
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